Balzano Editore
L'enigma dei naviganti...
L'enigma dei naviganti...
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Ogni donna che ama... muore.
E lascia dietro di sé un libro. Intriso di sangue. Che svanisce nel nulla.
Vincenza, una fattucchiera degli anni Cinquanta, e Mario, uno studente di medicina catapultato nel passato, devono spezzare una maledizione che attraversa le generazioni. Il loro viaggio li porta a Palazzo Talamo, dove una casa delle bambole identica al palazzo stesso — costruita con le radici di un albero ancora vivo — nasconde i segreti più oscuri della famiglia.
Una marchesa scomparsa dalla storia ufficiale. Un assassinio per gelosia. Una maledizione lanciata con l’ultima voce della fame. E un’eredità dimenticata che può cambiare ogni cosa.
Tra magie antiche, rivelazioni scioccanti e la guida di una sacerdotessa della dea Iside, Vincenza e Mario scopriranno che la verità non è mai dove sembra. E che l’amore, quello vero, può rompere anche le catene più nere.
Un romanzo dove il tempo si piega, la magia si mescola al dolore e l’amore riscrive il destino.
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Mario, giovane medico proveniente dal futuro, si ritrova negli anni Cinquanta in un paese della Campania, dove affianca Vincenza, un’anziana maga capace di parlare con i morti. Insieme indagano sulla misteriosa maledizione che perseguita il signor Barbieri: ogni volta che l’uomo si lega a una donna, una Bibbia si macchia di sangue e la donna muore.
Per comprendere l’origine di questa oscurità, i due lo seguono nel palazzo della famiglia nobile per cui lavora, un luogo in cui riti, visioni e segreti sepolti fanno riaffiorare un passato inquieto. Solo attraversando quelle ombre e riportando alla luce ciò che è stato nascosto si può sperare di spezzare la maledizione.
Il cuore della storia sembra risiedere proprio in questo viaggio verso l’ignoto, un percorso che cerca di ristabilire un equilibrio perduto. Barbieri incarna l’uomo moderno che, pur circondato dal benessere materiale, si scopre disarmato davanti alle forze dello spirito e del subconscio. Accanto a lui, Vincenza assume il prototipo della “vecchia saggia”: una figura che inquieta perché infrange le convenzioni sociali, ma che da sola possiede lo sguardo capace di oltrepassare la ragione.
Da qui prende forma un racconto avvincente che intreccia mistero, suggestioni esoteriche e una sottile critica sociale, mostrando come dietro l’eleganza della nobiltà si nascondano decadenza morale, rancori e verità inconfessabili. La magia di Vincenza, pur essendo “oscura”, è più onesta della rispettabilità di facciata della famiglia aristocratica.
Palazzo Talamo diventa così un simbolo: botole, stanze segrete, passaggi nascosti e celle murate rivelano un edificio che, come la famiglia che lo abita, cela crimini e colpe rimosse. La cancellazione della marchesa dalla memoria e persino dalla planimetria del palazzo diventa la metafora fisica di una colpa che si tenta invano di seppellire.
L’autrice sembra suggerire che per comprendere davvero il mondo occorra liberarsi dal pregiudizio razionalista e avere il coraggio di guardare anche negli abissi del passato, accettando l’esistenza di forze (destino, magia, debiti di sangue) che sfuggono alla logica. Ne deriva una sorta di riconciliazione tra scienza e occulto, mentre l’oblio imposto si rivela inutile: la verità, prima o poi, torna sempre a chiedere il conto.
È in questa tensione tra ciò che riaffiora e ciò che si tenta di nascondere che nel testo risuonano gli elementi tipici del gotico e dell’esoterismo: il numero tredici, i passaggi segreti dietro le librerie, la guida spirituale che introduce il tema della memoria o della reincarnazione. Ne nasce un intreccio riuscito, che combina soprannaturale, ironia e ricerca d’identità, il tutto immerso in un immaginario che richiama la tradizione napoletana e i suoi simboli.
Il finale non celebra tanto i poteri magici di Vincenza quanto la forza della complicità e del sostegno reciproco tra i protagonisti.
Una solidarietà che, nel racconto, appare come la vera magia capace di trasformare il destino
Campania, anni cinquanta del secolo scorso.
Mario è uno studente di medicina che viene dal futuro, un “navigante del tempo, che si trova, per un evento ignoto, catapultato ad Acciavola per aiutare un’anziana fattucchiera di nome Vincenza a risolvere enigmi misteriosi, che legano, in modo simbolico e con messaggi profetici, il mondo dei vivi e quello dei morti.
Il Signor Barbieri, un uomo distinto, che lavora per una famiglia nobile, ha bisogno dell’aiuto di Vincenza, “la Priora” perché perseguitato da una maledizione. Quando l’uomo inizia a frequentare una donna, una Bibbia si riempie di sangue e la donna muore.
La fattucchiera decide di aiutarlo e, portando con sé Mario, partono alla volta di Metellia, ospiti a Palazzo Talamo, residenza dei nobili per i quali lavora il Signor Barbieri.
Vincenza e Mario scoprono, attraverso colloqui con i morti, segreti portati nella tomba, riti magici e verità sconvolgenti. Riusciranno a comprendere che Barbieri è in realtà figlio legittimo di una nobildonna e che gli spetta non solo il titolo nobiliare, ma l’intera eredità, palazzo compreso.
Lo stile è ricco di simbolismi e metafore, come ogni fantasy che si rispetti.
Molto interessanti i dialoghi, mai troppo lunghi e, in alcuni tratti carichi di ironia.
I “siparietti” tra Vincenza e Mario rendono meno pesanti l’esoterismo e le formule dei rituali.
Il linguaggio è spesso solenne ed evocativo capace di creare immagini e suggestioni.
Un libro intrigante quello della Lodato, che offre una serie di spunti e riflessioni che spingono il lettore a interrogarsi, tra l’altro, sul tempo, sul destino, sull’eterna lotta tra bene e male, sull’amore e sul perdono.
I naviganti del tempo sono coloro che portano con sé una conoscenza antica, che permette di rimediare in maniera positiva agli errori del passato e che portano alla risoluzione della maledizione.
Il sottotitolo “La maledizione è finita, andate in pace” è il traguardo della narrazione. Tutto trova compimento quando si diventa consapevoli di aver fatto pace col passato attraverso il perdono.
Solo allora si va incontro all'amore che, insieme al perdono, riesce ad abbattere di netto ogni ostacolo, persino una maledizione.