Balzano Editore
Senza promesse
Senza promesse
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Sanny ha imparato presto una cosa: amare significa farsi male. Per questo fugge. Dalla Germania, da una famiglia spezzata, da un dolore che non le appartiene ma che le è stato consegnato. A Roma prova a vivere senza legami, senza promesse. Lavora come ragazza alla pari, attraversa la città come una straniera, convinta che la libertà consista nel non dipendere da nessuno. Con Claudia, un’amica del liceo, sperimenta una leggerezza incosciente fatta di scelte impulsive e notti senza protezione. Poi incontra Paolo. L’attrazione è immediata. Ma lasciarsi avvicinare significa perdere il controllo, rischiare di essere ferita, rinunciare all’illusione di bastarsi. Senza promesse è il racconto di una giovane donna che confonde l’amore con la perdita di sé, e la solitudine con l’autodeterminazione. Un romanzo che non idealizza, non consola, e rifiuta l’idea di una felicità semplice. Perché forse esiste una via d’uscita: imparare ad amare senza smettere di essere libere..
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Ho appena finito il romanzo e adesso provo una strana sensazione di vuoto, come quando si saluta qualcuno dopo un lungo viaggio insieme.
Mi ha colpito molto anche dal punto di vista sociale: credo che tante donne della nostra generazione possano ritrovarsi nelle esperienze e nelle emozioni che racconta. Per me il senso di identificazione è stato fortissimo. Ho riconosciuto dinamiche familiari che conosco bene: una madre emotivamente distante, le tensioni legate ai tradimenti di mio padre, la sensazione di essere stata trascinata in conflitti troppo grandi per la mia età.
Anche il rapporto con mia sorella minore, di cui mi sono occupata molto presto a causa delle assenze di mia madre, è stato fonte di sentimenti contrastanti. Mi hanno riportata indietro nel tempo anche i viaggi improvvisati, gli anni trascorsi a fare avanti e indietro con Roma, Catania e le storie d’amore vissute con intensità.
La ricerca della libertà, il desiderio di trasgredire accompagnato dai sensi di colpa, il sogno di studiare psicologia accantonato per motivi pratici, il lavoro durante gli studi, la paura di amare e di ritrovarsi intrappolate negli stessi schemi affettivi: tutto questo mi è sembrato incredibilmente vicino.
Grazie per aver raccontato una storia nella quale, in tanti momenti, mi sono riconosciuta
Ho finito Senza promesse con una piacevole sensazione di nostalgia. Le atmosfere della vita analogica degli anni Ottanta, fatta di attese, telefonate e incontri autentici, fanno da sfondo a una storia che parla della paura di lasciarsi coinvolgere davvero in una relazione. Un romanzo delicato che racconta quanto possa essere difficile fidarsi dell’altro senza smarrire se stessi.
Un romanzo coinvolgente, scritto con uno stile ricco e curato. Si percepisce una notevole attenzione al linguaggio, che rende la lettura piacevole e scorrevole. Una storia che sa mantenere vivo l’interesse e invita a proseguire fino alla fine.
Un romanzo che ti riporta negli anni ‘80, tra musica, sogni e il coraggio di ricominciare. Senza promesse racconta la paura di amare, il peso dei legami familiari difficili e la ricerca di un posto in cui sentirsi finalmente a casa. Una storia intensa, che fa riflettere e coinvolge fino all’ultima pagina.
Un romanzo intenso e autentico che racconta il difficile percorso alla ricerca di sé stessi, tra amori, ferite familiari e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Senza promesse accompagna il lettore attraverso le contraddizioni dei sentimenti, mostrando quanto sia complesso amare, fidarsi e costruire la propria identità. Una storia di crescita e trasformazione, narrata con sensibilità e profondità, capace di far riflettere sulle scelte che ci definiscono e sui legami che ci cambiano.